È stato presentato venerdì 3 luglio alla Biblioteca delle Oblate di Firenze «Come si racconta l’arte», quattordicesimo volume della collana I Quaderni della Formazione, curata da Michele Taddei, edita da Pacini Editore e promossa dalla Fondazione dell’Ordine dei Giornalisti della Toscana.
All’incontro sono intervenuti Maria Adele De Francisci, segretaria dell’Ordine dei Giornalisti della Toscana e caporedattrice della TGR Toscana, i consiglieri Marzio Fatucchi e Alfredo Scanzani e l’autore del volume, Raffaele Capparelli. A conversare sul libro Santa Nastro, vicedirettrice di Artribune, Lavinia Rinaldi, responsabile dell’ufficio stampa di Palazzo Strozzi, e Lorella Pagnucco Salvemini, direttrice di Aw ArtMag: un’occasione di confronto su come il giornalismo racconta l’arte e la cultura, tra linguaggi, competenze e nuove sfide della professione.
Una bussola per il giornalismo culturale
Il volume affronta una delle sfide più urgenti per il giornalismo culturale del nostro tempo: come raccontare l’arte con rigore, responsabilità e consapevolezza deontologica in un contesto radicalmente trasformato dalla velocità dei social media e dall’irruzione dell’intelligenza artificiale.
In questo scenario, il racconto dell’arte non può limitarsi a una mera esegesi estetica, ma deve evolversi in un atto di mediazione culturale profondo, critico e responsabile. «Come si racconta l’arte» si propone ai professionisti dell’informazione come bussola etica e strumento operativo: i temi chiave riguardano la mediazione critica, le nuove frontiere digitali, la deontologia e il diritto d’autore.
Arricchito dalle interviste a giornalisti ed esperti del settore — con prospettive diverse, casi studio e consigli concreti per trasformare la propria conoscenza in competenza professionale — il volume non è solo una riflessione teorica, ma un manuale operativo che difende l’autorevolezza e la dignità della professione giornalistica, indicando nella formazione l’unico vero antidoto alla crisi del settore.

